Blog sulle antologie di poesia in formato ebook: gli Autori sono invitati a presentare le proprie poesie
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martedì 29 aprile 2014
I fogli di Alda (di Eric Balossini)
Eric
Balossini
I fogli di Alda
Sapevo
del mondo,
dei
suoi fiori calpesti,
appena
si posava
un
sorriso sulla mia tristezza.
Sapevo
del tempo,
di
sogni sognati,
dei
miei occhi innamorati
malgrado
il silenzio.
Decisi
di adornarlo il mondo,
di
divorare l’ombra silente,
di
liberare ogni prigione dell’anima.
Scelsi
la musica delle parole,
di
regalare al mondo
una
sinfonia senza tempo,
senza
stagioni.
Trovai
la mia libertà
narrando
il fiume sparso della vita,
e mi
tenne compagnia la tenerezza.
Andai
via lasciando fogli sparsi
a
tenervi per mano.
mercoledì 9 aprile 2014
La seta (di Samuel Paterini)
Samuel Paterini
La seta
Dov’è
andata Greta?
Il
suo entusiasmo nascosto lo sento ancora vibrare
nel vento.
“Di
notte” diceva, “le stelle più belle illuminano il
mio
cammino”.
Che
ne sarà ora di quel pallido sorriso,
tra
le gocce di rugiada che le solcarono il viso?
Tornerà
diceva la madre,
siederà
su quel selciato e d’acqua fresca si
disseterà.
Mi
vedrà quando la notte non ha occhi per vederla,
la
sua mano mi scalderà.
Lei
che non fu di luna piena
e che
donò il coraggio che a lei mancò.
Lei
che di un sottile equilibrio visse,
ma
poi inciampò.
Greta
d’un tocco soffice come la seta, tornerà
domattina.
La
vedrò nel canto di un gallo,
nel
grano in un campo,
nel
tocco delicato di un cristallo.
Lei
vivrà e in un atto d’amore esonderà.
Canto (di Maria Teresa Tedde)
Maria
Teresa Tedde
Canto
Ho
visitato
labirinti
di follia
mattonelle
incrostate
urla disperate e ingabbiate
in reticolati
vuoti di amore
tirati
col sudore inginocchiato
di
chi forse mai è stato amato.
Sguardi
di infermieri cinici
a
difesa di oceani di pazzia
di
occhi pungenti e ardenti
medici
impassibili
a
fremiti di fil di rame
scosse
e impazzite rane.
Questo
ho visto degli altri
poveri
ed inermi folli.
Di te
ho toccato
la
tua bocca sacra
di
perle donate al mondo
ed io
ti sono grata
per
valigie piene di vita
nel
cuore vagabondo
lucidato
di emozioni
illusioni e canzoni di chi sa
in
righe odorose di pianto
vivere
l’incanto di silenzi
lievi
di danze di amore.
Ed è
per te, Alda,
questo
misero canto accorato
di
grazie per tutto ciò
che tu ci hai donato.
Aspettavo Dio... (di Rossella Papa)
Rossella Rita Papa
Aspettava Dio sulla porta del cielo
Una donna stremata
sedeva sul bordo pericolante
d’un tetto rosso, ad Aprile.
Tra le dita stringeva,
come fede nuziale,
una sigaretta che le scuriva il viso
a nasconderne la malinconia.
Aspettava Dio sulla porta del cielo,
che la rapisse dal manicomio della vita:
"quasi un passo all'inferno
ove grida, ferite e letti bianchi
le imprigionavano il cuore
in una silenziosa condanna".
Follia fu, per quegli uomini sordi
al grido della donna
che nel cuore aspro di verità trovò il suo
dolore.
Follia fu, la sua prigione
ove scavò le mani in un pugno d'
incomprensione.
Leggetene i versi di donna affranta
salvate gli uomini persi nei labirinti della
nostalgia:
malattia non fu, per piangere o gridare,
il vero dramma fu nel non aver compreso
la cura che si diede:
"lei scriveva i suoi dolori, per
liberarsene".
Foglie morte (di Annalisa Rodeghiero)
Annalisa Rodeghiero
Foglie morte
Andate
a dirgli
che
sto fingendo
e che
è da quel giorno
che
il mio cuore
sta
urlando.
Sorrido
alla gente
che
mi sfiora il passo
ma è
finzione di vita
che
ormai se n’è andata,
solo
il vuoto che sento
è
l’espressione più vera.
Guardatemi
bene,
inganno
me stessa
credendo
alla luce
dell’alba
che nasce.
Nessun
giorno nasce
ed io
non esisto,
su
asfalti bagnati
trascino
i miei passi.
Andate
a dirgli
che
sto morendo
e non
basta l’aiuto
di
chi mi sta attorno.
Non
sento, non vedo,
non
posso guarire,
foglia
caduta
non ritrova il suo ramo.
Facile per voi giudicare (di Monica Poletti)
Monica Poletti
Facile per voi giudicare
Mi mancavi quando ti cercavo
quando troppo piccola ancora non capivo
e molti anni son trascorsi
con troppi abbracci interrotti.
“Facile per voi giudicare”
Forse piano mi sussurravi
mentre chiudevi la tua stanza
per rimanere sola
finché ti addormentavi.
Definita malattia
è una lunga
quanto silenziosa sofferenza
la pazzia.
“Quando brindo alla follia
brindo a me stessa”
Esponeva su di un foglio bianco
dal cuor suo sofferente
la poetessa.
Sbocciata in primavera
come un Fiore di Poesia
con eterni aforismi
ci ricorda
“ognuno è amico della sua patologia”
Un proprio mondo di rabbia e pensieri
di taciti pianti e frustrazioni
spesso nascosti da finti sorrisi
mentre i loro cuori vorrebbero gridare
“Facile per voi giudicare”.
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