Blog sulle antologie di poesia in formato ebook: gli Autori sono invitati a presentare le proprie poesie

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martedì 29 aprile 2014

Il mio manicomio (di Giuseppe Bellanca)


Giuseppe Bellanca

Il mio manicomio

Con occhi vitrei,
[stanchi
scavati
innocenti]
guardo il soffitto pieno di fuliggini,
la mia mente rideva
vedere in quella combustione
l’infinità di versi
che aprirono le porte
alla mia poesia.
Lei vivrà in eterno
nel cuore dei poeti
per farmi vivere sempre.

I fogli di Alda (di Eric Balossini)


Eric Balossini

I fogli di Alda

Sapevo del mondo,
dei suoi fiori calpesti,
appena si posava
un sorriso sulla mia tristezza.

Sapevo del tempo,
di sogni sognati,
dei miei occhi innamorati
malgrado il silenzio.

Decisi di adornarlo il mondo,
di divorare l’ombra silente,
di liberare ogni prigione dell’anima.
Scelsi la musica delle parole,

di regalare al mondo
una sinfonia senza tempo,
senza stagioni.

Trovai la mia libertà
narrando il fiume sparso della vita,
e mi tenne compagnia la tenerezza.
Andai via lasciando fogli sparsi

a tenervi per mano.

mercoledì 9 aprile 2014

La seta (di Samuel Paterini)


Samuel Paterini

La seta

Dov’è andata Greta?
Il suo entusiasmo nascosto lo sento ancora vibrare
                                                                   nel vento.
“Di notte” diceva, “le stelle più belle illuminano il
                                                           mio cammino”.
Che ne sarà ora di quel pallido sorriso,
tra le gocce di rugiada che le solcarono il viso?
Tornerà diceva la madre,
siederà su quel selciato e d’acqua fresca si
                                                                 disseterà.
Mi vedrà quando la notte non ha occhi per vederla,
la sua mano mi scalderà.
Lei che non fu di luna piena
e che donò il coraggio che a lei mancò.
Lei che di un sottile equilibrio visse,
ma poi inciampò.
Greta d’un tocco soffice come la seta, tornerà
                                                               domattina.
La vedrò nel canto di un gallo,
nel grano in un campo,
nel tocco delicato di un cristallo.
Lei vivrà e in un atto d’amore esonderà.

Canto (di Maria Teresa Tedde)


Maria Teresa Tedde

Canto

Ho visitato
labirinti di follia
mattonelle incrostate
urla  disperate e ingabbiate
in reticolati vuoti di amore
tirati col sudore inginocchiato
di chi forse mai è stato amato.
Sguardi di infermieri cinici
a difesa di oceani di pazzia
di occhi pungenti e ardenti
medici impassibili
a fremiti di  fil di rame
scosse e impazzite rane.
Questo ho visto degli altri
poveri ed inermi folli.
Di te ho toccato
la tua bocca sacra
di perle donate al mondo
ed io ti sono grata
per valigie  piene di vita
nel cuore vagabondo
lucidato di emozioni
illusioni  e canzoni di chi sa
in righe odorose di pianto
vivere l’incanto di silenzi
lievi di danze di amore.
Ed è per te, Alda,
questo misero canto accorato
di grazie per tutto ciò
che tu ci hai donato.

Aspettavo Dio... (di Rossella Papa)


Rossella Rita Papa

 Aspettava Dio sulla porta del cielo

 Una donna stremata
 sedeva sul bordo pericolante
 d’un tetto rosso, ad Aprile.
 Tra le dita stringeva,
 come fede nuziale,
 una sigaretta che le scuriva il viso
 a nasconderne la malinconia.

 Aspettava Dio sulla porta del cielo,
 che la rapisse dal manicomio della vita:
 "quasi un passo all'inferno
 ove grida, ferite e letti bianchi
 le imprigionavano il cuore
 in una silenziosa condanna".

 Follia fu, per quegli uomini sordi
 al grido della donna
 che nel cuore aspro di verità trovò il suo dolore.
 Follia fu, la sua prigione
 ove scavò le mani in un pugno d' incomprensione.

 Leggetene i versi di donna affranta
 salvate gli uomini persi nei labirinti della nostalgia:
 malattia non fu, per piangere o gridare,
 il vero dramma fu nel non aver compreso
 la cura che si diede:
 "lei scriveva i suoi dolori, per liberarsene".

Foglie morte (di Annalisa Rodeghiero)


Annalisa Rodeghiero

Foglie morte

Andate a dirgli
che sto fingendo
e che è da quel giorno
che il mio cuore
sta urlando.

Sorrido alla gente
che mi sfiora il passo
ma è finzione di vita
che ormai se n’è andata,
solo il vuoto che sento
è l’espressione più vera.

Guardatemi bene,
inganno me stessa
credendo alla luce
dell’alba che nasce.
Nessun giorno nasce
ed io non esisto,
su asfalti bagnati
trascino i miei passi.

Andate a dirgli
che sto morendo
e non basta l’aiuto
di chi mi sta attorno.
Non sento, non vedo,
non posso guarire,
foglia caduta
non ritrova il suo ramo.



Facile per voi giudicare (di Monica Poletti)


Monica Poletti

Facile per voi giudicare

Mi mancavi quando ti cercavo
quando troppo piccola ancora non capivo
e molti anni son trascorsi
con troppi abbracci interrotti.

“Facile per voi giudicare”
Forse piano mi sussurravi
mentre chiudevi la tua stanza
per rimanere sola
finché ti addormentavi.

Definita malattia
è una lunga
quanto silenziosa sofferenza
la pazzia.

“Quando brindo alla follia
brindo a me stessa”
Esponeva su di un foglio bianco
dal cuor suo sofferente
la poetessa.

Sbocciata in primavera
come un Fiore di Poesia
con eterni aforismi
ci ricorda
“ognuno è amico della sua patologia”

Un proprio mondo di rabbia e pensieri
di taciti pianti e frustrazioni
spesso nascosti da finti sorrisi
mentre i loro cuori vorrebbero gridare
“Facile per voi giudicare”.